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Gli anni del muto – Fatty Arbuckle

imageIn questa rassegna di ricordi ed immagini slavate ed impolverate dal tempo, un personaggio discutibile, ma al tempo stesso affascinante, è sicuramente l’attore Fatty Arbuckle, all’anagrafe Roscoe Conkling Arbuckle (1887-1933).

Il soprannome con cui era conosciuto “Fatty” deriva dal suo aspetto fisico: alla nascita pare pesasse quasi 6 kg e in età adulta era alto 1.78 m, per un peso di 130 kg. Il suo aspetto simpatico e buffo lo fece presto diventare una star delle commedie della Keystone (una casa di produzione statunitense attiva negli anni del cinema muto e famosa per le comiche delle ragazze al bagno, le Bathing Beauties, e per le comiche dei poliziotti, i Keystone Cops). Divenne presto una vera e propria celebrità: era la seconda star del cinema dietro a Charlie Chaplin; ha recitato in oltre 200 pellicole; la Paramount lo scritturò nel 1919 con un contratto da 5mila dollari a settimana.

All’apice della carriera e della fama lo coinvolse uno scandalo terribile dal quale non si rialzò mai più: il 5 settembre 1921, per festeggiare il rinnovo del suo contratto lavorativo, organizzò una festa al St. Francis Hotel di San Francisco, dove tutto era concesso. Ragazze e giovani attrici potevano restare a dormire nelle stanze affittate da Arbuckle e durante la festa alcolici e droghe scorrevano a fiumi. Andava tutto bene fino a quando l’organizzatore della festa convince la giovane attrice Virginia Rappe (che era piuttosto ubriaca) a seguirlo nell’appartamento 1221. Poco dopo urla strazianti hanno fatto accorrere molti degli invitati, che videro uscire dalla stanza solo Arbuckle, mentre la ragazza era in preda a dolori lancinanti e accusò di essere stata violentata e drogata. La Rappe morì il 10 settembre 1921. Secondo alcune fonti l’autopsia rivelava una violenza carnale così forte da provocarle una peritonite, ma tutto fu messo a tacere. Dal processo Arbuckle ne uscì pulito, ma la sua carriera era ormai stroncata.

Nessuno lo chiamò più se non anni dopo per piccolissime parti; morì d’infarto nella notte del 29 giugno 1933. Era ormai solo e presto fu dimenticato.

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